Nell'ultimo mese si è diffusa l'opinione che i gruppi della criminalità organizzata in tutta Europa possano trarre vantaggio dalla pandemia di coronavirus. In particolare, il COVID-19 è stato presentato come un'opportunità per le organizzazioni criminali in Italia, dove la malattia ha spinto il Governo a scarcerare 376 affiliati mafiosi e dove i tassi di mortalità sono aumentati del 568%. Lì, sostiene il Procuratore Nicola Gratteri, le persone in difficoltà si sono rivolte alle organizzazioni criminali, che sono state le prime a offrire aiuto.
Ma è davvero così? In fondo, le organizzazioni criminali in Italia sono numerose, il COVID-19 ha colpito il Paese in modo disomogeneo e il Governo ha cercato di intervenire sul piano finanziario. Per rispondere a questa domanda, l'articolo propone una breve analisi incentrata su un'unica organizzazione criminale, la 'Ndrangheta, e sull'impatto della pandemia in Calabria, la regione più meridionale dell'Italia continentale, sua fons et origo.